Belarus - Immagini di Christian Reinhardt

Un libro che rappresenta un atto d'amore verso la Belarus, finalmente senza quei pregiudizi alla quale ci hanno abituato frettolosi viaggiatori o assidui frequentatori privi di qualunque curiosità culturale ed intellettuale, nei quali è assente il rispetto verso quel paese che spesso affermano di voler aiutare, dove troppo spesso si confonde la solidarietà che significa reciproca conoscenza e crescita comune con la più semplice e facile carità. A volte forse l'idealizzazione appare troppo forte, ma non travolge mai la realtà e comunque tutto il libro, le sue immagini, le introduzioni seguono il filo conduttore del rispetto verso questo grande paese,  un sentimento vero che non possiamo che chiamare amore. Un grazie a Christian Reinhardt e alla Sandro Teti Editore per questa testimonianza coraggiosa e controcorrente. Un libro che dovrebbe obbligatoriamente stare nella biblioteca di chi si considera un amico della Belarus. Giuseppe Carboni Presidente "Sardegna Belarus".

 

LA MOSTRA A MILANO DELLE FOTO PRESENTI NEL LIBRO

 

La Sandro Teti Editore ha pubblicato un altro libro dedicato alla Repubblica di Belarus: 

LE ICONE DELLA BIELORUSSIA NEI SECOLI  XVI, XVII e XVIII

Icone provenienti dal Museo Nazionale di Stato della Repubblica Belarus.

Visita il sito della Sandro Teti Editore: http://www.sandrotetieditore.it

Belarus - Immagini di Christian Reinhardt

Sandro Teti Editore

Prezzo di copertina Euro 23

Nelle migliori librerie 

Introduzione Matilde Hochkofler

Testo di Mario Geymonat

Christian Reinhardt, tedesco-statunitense che vive in Toscana, torna alla fotografia dopo oltre vent’anni. Soggetto delle sue immagini è la Bielorussia, paese nel cuore dell’Europa dell’Est, lontano dalla globalizzazione e fedele alla memoria storica. Reinhardt, durante due lunghi viaggi è rimasto affascinato dai paesaggi e soprattutto dalla dignità della gente di questo paese dove, nonostante la difficilissima situazione economica, i contraccolpi sociali sono stati meno drammatici che negli altri stati dell’ex-Urss................................

Un piccolo estratto dell'introduzione  di Matilde Hochkofler

Il reportage su una nazione, in pace o in guerra, vicina o lontana dal mondo del fotografo, prende sempre la forma di una ricerca sul campo, che va interpretata come un processo di continua scoperta e autoscoperta, perchè solo nello sforzo di comprendere l’altro è possibile capire in parte anche se stessi...................................La Bielorussia di Christian Reinhardt prende forma a poco a poco, per avvicinamenti successivi, frutto della discrezione del fotografo che sceglie le inquadrature quasi mimetizzandosi con l’habitat naturale. Le immagini che compongono il volume assumono così la freschezza dell’istantanea, che non è mai invadente, non fa mai violenza al soggetto, ma lo avvolge in uno sguardo di partecipazione.................Il racconto per immagini non rimane una mera collezione di foto slegate, ma una costruzione che mette in ordine il materiale raccolto scegliendo gli aspetti più rappresentativi del paese, riproponendo la vita quotidiana degli abitanti, stabilendo relazioni tra evento e evento. Ogni racconto ha una trama segreta attraverso cui la vita delle persone acquista significato grazie alla forma che la fotografia le conferisce................................Nelle fotografie di Reinhardt non è estraneo un processo di innamoramento. Quando si commuove davanti a un paesaggio è perchè vi si riconosce, quando adotta il paese è perchè lo sente suo. Il fotografo nato negli Stati Uniti da padre tedesco e madre svedese, vissuto in Germania, Francia, Stati Uniti e Italia non possiede più una patria, in qualche modo gli sembra di poter riconoscere come sua patria la Bielorussia, ricercando nella sua storia il proprio luogo ideale, il proprio racconto personale. Il bisogno di patria implica l’identificazione di sè, la possibilità di riconoscersi in quello che si fa, il senso di appartenenza. Come nella fotografia del vecchio veterano con le medaglie sul petto. Ha lottato per qualcosa in cui crede ed è pronto a commemorare il giorno della vittoria. Non è solo...............

Matilde Hochkofler

Un piccolo estratto della presentazione del Prof. Mario Geymonat.

L’uomo e la natura sono l’obiettivo fondamentale di Christian Reinhardt, che in questo volume esprime tutto il suo interesse per la società e la cultura della Bielorussia.

Questa ha un’estensione di poco più di 200.000 kmq (due terzi dell’Italia) e una popolazione di circa 10 milioni di abitanti (un sesto). Il suo paesaggio è caratterizzato da ampi spazi, da tradizioni civili molto antiche, a partire dalla spontanea e affettuosa ospitalità delle sue genti. La posizione, a poco più di metà strada fra Varsavia e Mosca, e la geografia del territorio, una enorme pianura coperta da foreste e da laghi, hanno fatto della Bielorussia un teatro privilegiato di incontro e di scontro...............................I nazisti prevedevano, nell’ambito della crociata contro il comunismo l’eliminazione fisica del 75% degli abitanti della Repubblica socialista sovietica di Bielorussia, mentre il restante 25% doveva essere ridotto in schiavitù dalle truppe hitleriane per servire i coloni tedeschi che avrebbero dovuto trasformare il paese in una regione della Germania. Quando nel luglio 1944 l’Armata rossa e i partigiani bielorussi liberarono definitivamente il paese, mancavano all’appello oltre 2.200.000 civili, pari a un terzo della popolazione. La furia nazista si abbattè particolarmente contro gli ebrei, gli iscritti al partito e alla gioventù comunista. 209 città risultavano quasi completamente distrutte, 433 villaggi erano stati rasi al suolo e la loro popolazione sterminata. Le case e i palazzi di Minsk erano stati abbattuti al 90%; prima di ritirarsi i tedeschi avevano minato e bruciato tutto ciò che era ancora abitabile. Nei dintorni della capitale bielorussa erano stati uccisi circa 300.000 civili e una enorme forca era stata posta davanti al palazzo del governo per impiccare e lasciare esposti i cadaveri di chi aveva osato lottare per la libertà. Il 26 aprile 1986 in Ucraina scoppiò il reattore della centrale nucleare di Cernobyl, prossimo al confine con la Bielorussia, che per effetto delle correnti d’aria riversò su quel paese gran parte del suo materiale radioattivo, contaminando vaste estensioni del territorio e provocando danni irreversibili a una parte cospicua della popolazione, compresi molti bambini. Il disastro ha messo sotto enorme pressione il valido sistema sanitario della Bielorussia (un medico ogni 244 abitanti) e le sue conseguenze si faranno sentire per decenni (l’incidenza media di tumori e leucemie è salita di 10.000 casi rispetto agli anni precedenti). Nonostante gli esigui aiuti internazionali, destinati quasi tutti alla Ucraina dove Cernobyl è situata, lo stato finanzia la specializzazione di molti medici, presso i centri più avanzati a livello internazionale, e l’apertura, nel paese, di nuovi reparti e unità specializzate.....................La Bielorussia si rivela una nazione operosa e pacifica, con una natura preservata, una popolazione fiera e progredita. Nonostante il Paese sia quasi del tutto privo di materie prime e impieghi una fetta consistente del suo bilancio per importare gas e petrolio, il settore sociale è molto sviluppato.........................l’indice di sviluppo umano degli stati (174), stilato dall’ONU, vede la Bielorussia precedere paesi ricchissimi di materie prime e/o beneficiari di cospicui aiuti, prestiti e investimenti: la Bielorussia è al 57° posto su 174 davanti a Federazione russa (62°), Lettonia (63°), Ucraina (78°), Moldavia (102°). In questo risultato ha un ruolo importante l’eccellente sistema educativo che si colloca ai primissimi posti nel mondo................Le fotografie di questo libro ci aiutano a conoscere la Bielorussia, ad avvicinare correttamente il suo popolo, a rispettarne le tradizioni, ad ammirare la sua bellezza. Possa tutto ciò svilupparsi nel buon vicinato, nella solidarietà e nel rispetto per ciò che l’uomo ha saputo fare in passato e nella fiducia in quello che saprà costruire in futuro. Come Rigoni Stern nel suo libro, alziamo anche noi in alto il bicchiere: «A voi, amici, brindiamo, alla vostra terra, ai vostri raccolti, alla primavera e alle donne che ci hanno preparato questa accoglienza straordinaria. Brindiamo al futuro della pace e alla costruttiva fratellanza fra i popoli!» Tocca a chi è più vigile e attento alla politica internazionale e alle crisi che si preparano far conoscere la Bielorussia, appoggiare la sua politica di indipendenza e di progresso, guardarla con simpatia.

Venezia, aprile 2002    Mario Geymonat

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La copertina del libro.

7 bellissime foto tratte dalle splendide immagini presenti nel libro.

 

L’AUTORE

 

Christian Reinhardt nipote del celebre regista teatrale Max Reinhardt, nasce nel 1945 a Santa Monica in California, dove il nonno si era rifugiato all’avvento del nazismo. All’inizio degli anni Cinquanta si trasferisce con la famiglia vicino a Monaco di Baviera, dove studia fino al liceo. Fin da giovanissimo si appassiona di fotografia. Nel 1969 si trasferisce a Parigi dove diventa responsabile della fotografia per la maison “ Christian Dior “ e collabora con le più importanti riviste internazionali di moda. Nel 1977 su invito di “Condè Nast” si trasferisce a New York dove lavora per alcune riviste del gruppo. Senza separarsi mai dalla sua Leica alterna il lavoro di committenza personale con le immagini dell’ingiustizia e del razzismo nelle strade di New York.

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Insofferente al mondo patinato della fotografia pubblicitaria, passa definitivamente alla fotografia sociale e si trasferisce con la sua compagna, la modella Mary Jane Nonnemacher in una fattoria del Minnesota dove, siamo nel 1980, nasce la prima figlia Jelena. L’anno seguente torna in Europa, prima in Germania, dove nasce la figlia Natasha, poi dal 1982 vicino a Cortona, in Toscana.

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Qui risiede in aperta campagna con Mary Jane, Jelena, Natasha e Kolja (nato nel 1984) e vive dell’attività di contadino e piccolissimo allevatore di mucche da latte. In questi anni continua a fotografare senza pubblicare. Dopo due lunghi viaggi compiuti in Bielorussia nelle estati 1999 e 2000, gli amici che avevano viaggiato con lui lo con vincono a pubblicare una selezione delle fotografie scattate, ora raccolte nel presente volume.

 

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Abitazione tipica con nido di cicogna,- Borki. 2000. 15 giugno 1942: un battaglione speciale delle S.S. Dirlewanger distrugge il villaggio di Borki in Bielorussia, 1800 abitanti vengono fucilati o bruciati vivi nelle loro case.

 

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Ponticello, Usciaci. 2000

 

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Monumento ai partigiani, Usciaci. 2000

 

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Monastero ortodosso, Polatsk. 2000

 

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Il porto sul fiume Pina, Pinsk. 2000

 

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Museo dei difensori della patria, Brest. 2000

 

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Senza titolo, Pinsk. 2000

LA MOSTRA A MILANO DELLE FOTO PRESENTI NEL LIBRO

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