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Chernobyl, l'ultima tragedia. Muore a diciottenne. Non ce l'ha fatta. A 24 anni dalla tragedia, il piccolo si è spento all'ospedale Gaslini. Ad occuparsi di lui era l'associazione Baia delle Favole di Sestri Levante, una realtà di volontari che seguono diversi bambini, oggi ragazzi di Chernobyl, sia dal punto di vista assistenziale che finanziario
16.03.2010 - 13:27
di AVA ZUNINO Sono passati 24 anni dalla tragedia di Chernobyl, ma gli effetti devastanti dell'esplosione del reattore nucleare uccidono ancora e stavolta accade a Genova, in una stanza del Gaslini. E' all'ospedale pediatrico che ieri è morto uno dei bambini di Chernobyl, si chiamava "Vova", nato addirittura sei anni dopo la tragedia. "Vova" aveva appena compiuti diciotto. Lui come tanti bimbi ucraini che abitavano nel raggio della morte, le città e i villaggi intorno alla centrale dove le radiazioni sono state più forti, aveva intrapreso un percorso di cura che lo aveva portato fino a Genova. Ad occuparsi di lui era l'associazione Baia delle Favole di Sestri Levante, una realtà di volontari che seguono diversi bambini, oggi ragazzi di Chernobyl, sia dal punto di vista assistenziale che finanziario. "Vova" era in cura all'ospedale Gaslini, dove aveva subito due trapianti di midollo e dove tornava regolarmente per i controlli. Ormai era routine, così come il controllo che stava facendo in questi giorni. Ma il suo stato di salute, dicono, non lasciava immaginare una fine così repentina come quella che invece è arrivata ieri. "Vova" sarà ricordato stasera con un rosario a Sestri Levante, dalla comunità di famiglie che da ormai più di vent'anni, ogni anno, in estate ospita per un mese di vacanza i bambini di Chernobyl e li ha visti crescere. Vova non tornerà.
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