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  COMMENTI E COMUNICATI  

  L’esperienza italiana dell’integrazione dei bambini con disabilità a confronto con le esperienze di integrazione in Belarus. Seminario del 19 maggio 2010, Università di Gomel

23.06.2010 - 18:12

di Hatalskaya Halina, Korotkevich Olga

Pubblichiamo con soddisfazione la relazione del’amica prof. Halina Hatalskaya e della sua assistente prof. Olga Korotkevich dell’Università di Gomel sul seminario del 19 maggio scorso, cui ho avuto l’onore di partecipare.

Hanno partecipato al seminario 150 tra psicologi, assistenti sociali ed operatori educativi della regione di Gomel, competenti sui temi dell’inclusione sociale dei bambini con disabilità.

Ho trovato un grande interesse a sperimentare e sviluppare anche in Belarus azioni di integrazione nella scuola normale e quindi grande curiosità comparativa per la nostra esperienza italiana.

Dal seminario stanno nascendo alcuni progetti di ricerca-azione comuni, che potranno offrire anche al volontariato italiano nuove opportunità solidali sia per i soggiorni in Italia che per la cooperazione in Belarus finalizzata alla chiusura di tutte le strutture chiuse.

La relazione è quindi un ottimo approfondimento anche per gli italiani del punto di vista bielorusso, dove il tema dell’inclusione sociale è sempre più forte.

Questa relazione è stata pubblicata nelle principali riviste educative e di psicologia della Belarus.

Raffaele Iosa
Presidente AVIB

Attualmente l’interesse per il problema della socializzazione dei bambini diversamente abili è notevolmente cresciuto. In ogni paese l’educazione e l’insegnamento dei minori disabili avviene in vari modi, basandosi sulle condizioni economiche, sulle tradizioni, sullo sviluppo culturale, sulla politica sociale di dato paese. La necessità di studiare varie metodologie della socializzazione di handicappati è motivata anche dal fatto che di recente le famiglie con dei bambini con gravi disabilità intelletive sempre più spesso esprimono il desiderio di educare tali bambini a casa, e di non affidarli alle scuole-internati speciali.

Nella categoria di bambini handicappati psico-fisici sono collocati i minori, i quali hanno disabilità fisiche e/o mentali, che portano alla deviazione nello sviluppo generale e impediscono l’ottenimento dell’istruzione nel caso dell’assenza di condizioni speciali. Secondo le informazioni dell’UNICEF in vari paesi la percentuale dei bambini handicappati psico-fisici arriva fino al 5-8 % di tutta la popolazione infantile. Nella Repubblica di Belarus ci sono circa 120 mila bambini handicappati psico-fisici, nella regione di Gomel secondo le informazioni del Centro di riabilitazione e correzione dello sviluppo ci sono 18.656 bambini disabili.

La complessità della struttura delle disabilità psico-fisiche nei bambini, secondo Vygotskiy L.S., consiste nella natura primaria e secondaria di deviazioni e ritardi dello sviluppo. Vigotskiy pensava che la specificità delle varie fasi dello sviluppo del bambino disabile fosse legata alla comparsa dei diffetti primari, direttamente legati all’aspetto organico dell’handicap. Ma le deviazioni secondarie sono una giustapposizione della disabilità primaria e sono un risultato di una particolare condizione sociale del bambino handicappato. Siccome le radici dei diffetti primari sono legati direttamente ai disturbi organici del sistema nervoso centrale, sono difficili da ridurre. Ma, in relazione a ciò L.S. Vygotskiy ha individuato l’obiettivo principale di miglioramento possibile nell’educazione e nell’insegnamento dei bambini handicappati psico-fisici, il quale consiste nella prevenzione, riduzione e superamento dei difetti secondari.

I bambini con handicap psico-fisici come tutti altri bambini, hanno il diritto allo sviluppo, ad una vita completa nella propria famiglia, con le persone che li amano, li capiscono, si prendono cura di loro. Una vita completa immancabilmente comprende la libertà: la possibilità di scegliere, esprimere iniziativa, fare le proprie scelte, le quali saranno rispettate da altre persone. Con una vita completa si sottointende anche l’inclusione nella vita sociale: la possibilità di frequentare asili o scuole normali, avere amici ed andare a teatro o mostre ecc. A tutto ciò può provvedere solo la famiglia.

Per un bambino handicappato psico-fisico è molto importante la presenza delle persone care, che creano le condizioni favorevoli per lo sviluppo. I bambini hanno bisogno di rapporti stabili, di reciproca fiducia, grazie a cui si mantengono le condizioni necessarie per la comunicazione e lo studio, l’atmosfera che permette di sviluppare tali sentimenti come gratitudine, disponibiltà e cordialità, cioè tutto quello che rappresenta la manifestazione di autentiche qualità umane.

L’acquisizione e lo sviluppo delle capacità di bambini con handicap psico-fisici dependono da un’esperienza completa e sensata dell’interazione con il mondo esterno, ciò presupone la soddisfacimento delle necessità e degli interessi legati al desiderio di apprendere e di esplorare.
I bambini con handicap psico-fisici non devono sentirsi diversi nei confronti di altri bambini, anche loro vogliono giocare, divertirsi, studiare. L’adattamento nell’ambiente di coetanei contribuirà all’integrazione sociale.

Una delle priorità della politica internazionale nell’ambito dell’istruzione dei minori con handicap è l’istruzione inclusiva, cioè l’istruzione del bamino in una scuola normale, vicina a casa, dove vengono create le condizioni necessari per il soddisfacimento delle speciali necessità didattiche.

In conformità della legge della Repubblica di Belarus («Diritti dei minori», «Tutela sociale dei disabili») ai bambini handicappati è garantita la scelta delle enti di istruzione, l’istruzione di base e la preparazione professionale. Con l’entrata in vigore nel 1995 della «Legge provvisoria sull’istruzione integrativa dei bambini con handicap psico-fisici» vengono create le premesse per la formazione di un unico spazio istruttivo, per il superamento dell’isolamento dei minori handicappati e per l’insegnamento volto all’integrazione.

In Bielorussia esistono e sono sostenuti dallo stato tre forme (modelli) dell’istruzione integrativa: classi speciali presso una scuola di istruzione generale (questa forma crea oppurtunità per l’organizzazione delle attività fuori classe su una base integrativa più ampia, che in una scuola speciale); le classi intergrate (dove possono studiare 2-4 minori disabili (4 bambini con handicap non gravi)); consulenze pedagogiche e di correzione come una forma di istruzione speciale. Molta attenzione è prestata alla socializzazione di questo gruppo dei minori nell’ambito dell’istruzione della Repubblica di Belarus.

Per realizzare le idee dell’istruzione inclusiva è molto importante ed utile studiare l’esperienza dell’attuazione di questo modello istruttivo di molti paesi europei.

Alle questioni dell’integrazione dei minori e degli adulti portatori handicap si è dedicato un seminario scientifico-pratico, organizzato il 19 maggio 2010 dal Dipartimento di psicologia sociale e pedagogica dell’Università F.Skorina di Gomel con la partecipazione di Raffaele Iosa, ispettore del Ministero dell’Istruzione italiano per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, docente di didattica speciale all’Università di Parma, già rappresentative board del governo italiano nell’Agenzia Europea per i bisogni educativi speciali e i diritti dei minori in situazione di handicap, con sede a Bruxelles e Copenaghen.

L’Italia ha vissuto un’esperienza unica nell’ambito dell’integrazione dei portatori di handicap. Negli anni 70 del 900 è avvenuta una rivoluzione sociale, alla fine della quale hanno chiuso tutti i manicomi, orfanotrofi e scuole speciali per i disabili. Sono già 40 anni che le scuole di istruzione generale creano tutte le condizioni necessarie per l’istruzione di tutti i minori in condizioni di piena normalità. Gli italiani ritengono che questo sia una condizione importante per la formazione della maturità personale, della tolleranza da parte dei normodotati, considerano ciò come un criterio del grado di civiltà. Tutto ciò contribuisce allo sviluppo della comprensione e di un atteggiamento adeguato al fatto che la società include persone diverse, il 2-4 % delle quali hanno le loro necessità speciali.

I criteri dell’individuazione dei bambini portatori di handicap psico-fisici comprendono in primo luogo l’individuazione del potenziale dello sviluppo del bambino, sulla base dell’analisi biopsicosociale (ICF dell’OMS), che include un approccio multidisciplinare e il lavoro di una squadra, composta da uno psicologo, un medico, un assistente sociale e un pedagogista. Sulla base di un’indagine completa viene steso un progetto individuale dello sviluppo del bambino. Questo progetto presuppone e coordina il lavoro di tutti gli specialisti assieme agli insegnanti, nel caso di necessità ad esempio fisioterapista, logopedista ecc.
La comprensione della necessità di un approccio multidisciplinare riguarda non solo bambini handicappati.

Nella categoria dei bambini che hanno delle necessità speciali, secondo R. Iosa, in Italia sono compresi anche il 16% dei minori di famiglie bisognose, il 14%, provenienti da famiglie degli immigrati e il 15% dei minori che hanno difficoltà di apprendimento. In sostanza un terzo degli scolari ha bisogno dell’accompagnamento individuale.

Il sistema della realizzazione di differenziazione nell’istruzione si stabilisce al livello della scuola materna, frequentata dai bambini all’eta di 3 anni. Nella scuola elementare nella maggioranza delle classi studiano al massimo 2 bambini con disabilità. Viene organizzato tecnicamente nel seguente modo: di solito nella classe studiano circa 25-27 bambini, ma nella classe integrata studiano al massimo 20 alunni. In questa situazione lavora anche un insegnante di sostegno, che accompagna bambini portatori di handicap.

Il carico degli insegnanti che lavorano in questi classi è di 22 ore, e gli insegnanti lavorano sia in classe che per piccoli gruppi. L’inserimento di insegnanti di sostegno per i bambini handicappati nelle classi normali negli anni 70 ha permesso di risolvere il problema del collocamento al lavoro dei pedagogisti dopo la chiusura degli internati in Italia.
Spesso i bambini con handicap psico-fisici hanno bisogno di uno spazio didattico speciale (computer con la tastiera braille, lavagne e banchi speciali), di apparecchiatura medica. É interessante che tutto il necessario viene messo a disposizione a spese dei Ministeri della Sanità o dell’Istruzione o delle regioni.

In Italia tutte le scuole hanno autonomia didattica e organizzativa, ciò permette di pianificare il 20 % del programma (inserendo certe discipline basandosi sulle particolarità storiche e culturali di data regione o di data città), grazie a ciò i bambini hanno la possibilità di conoscere meglio la propria storia, le particolarità dell’industria locale e della natura.

É necessario notare che sulla via della chiusura degli istuti speciali per gli handicappati psico-fisici non ci sono tutti i paesi europei. Ad esempio gli specialisti tedeschi e belgi contendono gli effetti positivi dell’integrazione. Però le ricerche effettuate hanno confermato che il quoziente dello sviluppo intellettuale dei bambini con la sindrome di Down in Italia, dove studiano nelle scuole normali, è più alto del 25-30% che nei paesi summenzionati, dove i bambini studiano nelle scuole speciali. L’esperienza italiana dimostra che, nonostante le difficoltà dell’ equipaggiamento tecnico e le esigenze elevate della qualifica di specialisti, il sistema dell’istruzione inclusiva in Italia ha costi più bassi in confronto agli istituti chiusi e gli esiti educativi più elevati. Questi e altri vantaggi dell’integrazione nell’istruzione dei minori portatori di handicap sono serviti da impulso per l’ adesione a questo sistema di altri paesi europei: Spagna, Portogallo, una parte della Francia.

Nell’ultimo decennio il nostro paese ha fatto un salto di qualità nello sviluppo del sistema dell’istruzione inclusiva e dell’accompagnamento medico e psico-sociale dei minori con handicap. L’esperienza italiana è molto interessante per la realizzazione delle prospettive di un successivo perfezionamento del lavoro in questo ambito.


Tradotto da Hanna Hatalskaya


Fonte: AVIB

 23.06.2010 - 18:12 



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