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 AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA BELARUS IN ITALIA 

 

Ambasciata della Repubblica Belarus in Italia

Cooperazione umanitaria bilaterale
 

Roma, lì 15 dicembre 2006

 

Con riferimento al dibattito in corso sui temi della cooperazione umanitaria bilaterale, nonché alla rispettiva nota informativa del Ministero della Solidarietà Sociale della Repubblica Italiana emanata in data odierna, l’Ambasciata bielorussa a Roma considera indispensabile dover evidenziare con chiarezza alcuni elementi inerenti alle accoglienze dei bambini bielorussi in Italia a scopi terapeutici.

Ormai da vent’anni la Bielorussia e l’Italia stanno collaborando, cercando di attenuare le drammatiche conseguenze della catastrofe di Chernobyl per la salute della popolazione bielorussa attraverso l’organizzazione di soggiorni in Italia per decine di migliaia di bambini bielorussi. Durante la stagione di accoglienza natalizia in Italia venivano ospitati annualmente da 4 a 5 mila bambini bielorussi, di cui circa tremila orfani, mentre d’estate – altri 20-25 mila bambini. Siamo profondamente grati alle famiglie ed associazioni italiane che portano avanti progetti di accoglienza e realizzano importanti iniziative sociali sul territorio bielorusso.

Dopo il recente rammarichevole caso della prolungata sottrazione illegale di una minorenne bielorussa ad opera di una famiglia ospitante italiana, il quale non era l’unico, ma quello tra i più sconvolgenti, è stata proprio la Bielorussia ad avanzare all’inizio di ottobre scorso l’iniziativa di attivare immediatamente un dialogo con l’Italia su tutti i problemi che caratterizzano gli scambi umanitari tra i due Paesi, inclusi quelli delle garanzie della permanenza temporanea dei minori bielorussi in Italia e del loro incondizionato e tempestivo ritorno in patria.

Il 31 ottobre 2006 la parte italiana ha confermato la sua disponibilita al confronto, dopodiché il 16 novembre 2006 il Governo bielorusso ha ufficialmente espresso l’intento di accogliere a Minsk una missione tecnica italiana nella speranza circa un suo esito positivo.

Tuttavia, in un clima dei rapporti bilaterali significativamente cambiato a causa del sostegno da parte italiana delle gravi misure economiche che arrecheranno danni a centinaia di migliaia di famiglie e bambini in Bielorussia, la parte bielorussa ha proposto di rinviare le date delle trattative intergovernative sui temi della cooperazione umanitaria, rimanendo, comunque, aperto al dialogo con la parte italiana.

In questa ottica la Bielorussia, pur altamente apprezzando l’impegno delle Autorità italiane che hanno elaborato una serie di proposte che potrebbero formare una base del sistema delle garanzie giuridiche in grado di assicurale un sufficiente livello di protezione per tutti i bambini bielorussi soggiornanti temporaneamente in Italia, ha proposto che tali garanzie fossero formalizzate in un apposito Accordo intergovernativo, ampliando tale approccio ai soggiorni dei bambini bielorussi anche in altri Paesi. I dicasteri responsabili bielorussi sono orientati verso un’attiva collaborazione con il Ministero della Solidarietà Sociale della Repubblica Italiana ed altri partner italiani per l’elaborazione di tale Accordo nei più brevi tempi possibili.

La Bielorussia non ha mai discriminato e non sta discriminando alcun bambino né in patria né all’estero. Nel ripudiare lo stesso concetto della discriminazione, la parte bielorussa ne attribuisce la responsabilità di utilizzo a chi cerca di reintrodurlo nel dibattito pubblico. Le sostanziali differenze riguardano solo ed esclusivamente lo status dei minori stranieri in Italia e la loro tutela giuridica. Trovando, ove possibile, le soluzioni anche del carattere provvisorio, già una settimana dopo il ritorno della bambina sottratta, sono stati riavviati i viaggi dei gruppi organizzati di bambini bielorussi verso l’Italia.

Per quanto riguarda le partenze per l’Italia dei bambini nel prossimo periodo delle vacanze natalizie, va sottolineato che nel tempo trascorso dall’incidente accennato le parti sono riuscite ad elaborare, ancor prima della firma dell’Accordo, le garanzie giuridiche accettabili per i bambini provenienti dalle famiglie, i quali, dopo la presentazione dei rispettivi documenti di garanzia da parte delle famiglie ospitanti, potevano partire per l’estero. Tuttavia, al fine di assicurare la tutela dei diritti dei bambini orfani, è stato deciso che nel periodo transitorio prima dell’entrata in vigore dell’Accordo intergovernativo quest’ultimi dovessero passare le vacanze natalizie in affido presso le famiglie bielorusse e le strutture ricettive dell’istruzione e sanità pubblica bielorussa, quali case di cura, stazioni e campi ricreativi.

Si ribadisce che la gravità dei problemi presenti impone comunque la necessità di uno sforzo altrettanto impegnativo ed anche un tempo sufficiente, vista la delicatezza delle problematiche in esame e la necessità di prestare una dovuta attenzione alla sorte di ogni singolo fanciullo. Il Governo bielorusso intraprenderà tutte le misure necessarie per collocare nel prossimo periodo delle vacanze natalizie la maggior parte dei bambini, soprattutto orfani, presso le famiglie ospitanti bielorusse, fornendo loro attenzione e cura personalizzata per limitare eventuale disagio emotivo.

La decisione di bloccare sommariamente gli arrivi dei bambini bielorussi per il prossimo Natale in Italia appartiene alla parte italiana, e non alla parte bielorussa. I bambini non possono venire in Italia non perché manca l’autorizzazione della parte bielorussa, bensì quella della parte italiana.

Si coglie l’occasione per riconfermare che la parte bielorussa resta comunque disponibile al dialogo, volto all’elaborazione di un Accordo bilaterale che assicurerebbe l’eguaglianza e la sufficienza della tutela giuridica in Italia per tutti i bambini bielorussi partecipanti ai programmi umanitari bilaterali.

Nel frattempo l’Ambasciata bielorussa a Roma invita con speranza e fiducia le famiglie ospitanti italiani a comprendere e condividere le sue motivazioni che mirano innanzitutto ad evitare per il futuro in modo assoluto ogni eventualità di ripetizione dei casi simili a quello di settembre scorso che ha provocato tutti gli eventi conseguenti.
 

 



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