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 La
festa del palazzetto
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Befana al Palazzetto dello sport per i bimbi
bielorussi ospiti in città
CAGLIARI. Una giornata di solidarietà e di scambio
culturale, un'occasione di crescita per i bambini bielorussi e
sardi. Questi i contenuti della manifestazione "Una Befana per
Chernobyl", organizzata dall'Msp Italia ieri pomeriggio nella
palestra A del Palazzetto dello sport. L'iniziativa, organizzata in
collaborazione con le associazioni Cittadini del Mondo e Sardegna
Belarus, ha offerto diversi momenti di aggregazione. Per l'occasione
sei scuole di ballo hanno animato la manifestazione coinvolgendo i
150 bambini bielorussi ospitati dalle famiglie sarde. Il pubblico ha
inoltre ammirato l'esibizione degli artisti del quartetto Kolomesa,
che ha presentato conoscere giochi e musiche tipiche delle festività
bielorusse. «Un importante momento non solo di solidarietà - ha
sottolineato il presidente regionale dell'Msp Italia, Alberto
Borsetti - ma anche di scambio interculturale a cui teniamo
particolarmente». Un'altra manifestazione che coinvolgerà i bambini
bielorussi si svolgerà oggi in occasione del Natale ortodosso a
Quartu nella nella chiesa ortodosso di via Cagliari. Alla messa,
officiata da padre Damiano, parteciperanno i bambini bielorussi
ospiti in Sardegna. Sarà un'occasione di incontro, fratellanza e
conoscenza non solo religiosa - è sottolineato in una nota
dell'associazione Sardegna-Belarus - ma anche culturale fra
cattolici, ortodossi o di altra religione, credenti e non credenti e
consentirà di conoscere le tradizioni bielorusse. La religione
russo-ortodossa ha conservato per le festività religiose il vecchio
calendario giuliano, per questo motivo le date non corrispondono con
le festività cattoliche. Papa Gregorio XIII nel 1582 riformò il
vecchio calendario giuliano (introdotto da Giulio Cesare) che avendo
un piccolo difetto di calcolo rispetto al calendario solare non
rispettava più l'andamento delle stagioni. Con il nuovo calendario
vennero soppressi ben 10 giorni dal 5 al 14 ottobre nell'anno 1582 e
non furono più considerati bisestili gli anni dei secoli non
divisibili per 400. Questo nuovo calendario, che è quello che ancora
oggi usiamo, prese il nome di quel Papa e si chiamò calendario
gregoriano. Questi cambiamenti però non furono accettati dalla
chiesa ortodossa che continua a celebrare le ricorrenze religiose
sulla base del calendario giuliano.

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