Sasha torna in patria dopo un mese «Per noi è
stato un bagno d'amore» SOLIDARIETÀ Bimbo bielorusso ospite in
città
IGLESIAS. Sasha, dopo avere trascorso quasi un mese in
città, ieri è ritornato a Vicebsk. Lui è un bambino bielorusso che è
stato affettuosamente accolto in una famiglia iglesiente nell'ambito
del progetto Cernobyl, iniziativa umanitaria per aiutare i bambini
colpiti dagli effetti dell'esplosione della centrale nucleare. Il
26 aprile del 1986 avveniva il gravissimo incidente nucleare e,
nonostante siano trascorsi tanti anni, le popolazioni locali, in
particolare in Bielorussia, pagano ancora oggi le conseguenze
dell'incidente. A promuovere l'accoglienza dei bambini bielorussi è,
da tempo, l'associazione di volontariato "Cittadini del mondo", con
sede nel capoluogo sardo: il sodalizio ha, fra i suoi scopi,
l'assistenza e l'aiuto ai minori in difficoltà. In Sardegna, in
occasione delle festività natalizie, sono giunti circa 100 ragazzi;
uno anche ad Iglesias, in una famiglia da tempo dedita a
testimoniare gesti di solidarietà a favore dei meno fortunati. Sasha
è un adolescente di dodici anni, parla l'italiano ed è molto
socievole. E' la seconda volta che trascorre in città un periodo di
calorosa gioia, tra le braccia di una famiglia che, pur numerosa di
per sè (quattro figli, padre e madre), gli ha aperto le porte e il
cuore per la prima volta in occasione della scorsa estate,
ospitandolo per due mesi. Sasha non è il primo a trovare
ospitalità nella famiglia iglesiente che, tempo fa, ha accolto per
ben due anni giovani provenienti dalla Bosnia. Oltre fornire il
vitto e l'alloggio, le famiglie ospitanti versano una quota
comprendente le spese viaggio, la spesa relativa all'assicurazione
medico infortunistica per degenza, infortuni e responsabilità civile
verso terzi. Tutti i bambini, provenienti da realtà difficili,
possono essere invitati nuovamente dalla stessa famiglia, nei
successivi progetti, senza alcun limite di tempo, garantendosi così
la continuità affettiva. L'associazione, infatti, oltre al Progetto
Natale, organizza il Protetto estate, offrendo la possibilità di
ospitare i bambini per un periodo di due mesi (luglio e agosto), o
solo per un mese a scelta. ""E' un'esperienza che trabocca di
contenuti - ha commentato la signora della famiglia ospitante,
insegnante -, un'occasione dove si verifica profondamente la gioia
dell'incontro, dell'accoglienza dell'altro. Per Sasha e per noi, -
ha aggiunto la signora insieme al marito - l'integrazione non è
stata certo un problema: il legame affettivo che si costruisce
diventa inquantificabile"". Ma cosa spinge ad accogliere un
bambino bisognoso di affetto? ""Sentiamo forte il richiamo di chi
non ha niente - hanno aggiunto -, di chi ha bisogno di vivere il
valore dell'amore come ricchezza non conosciuta nella terra
d'origine. E nell'offrire al bambino l'ospitalità e il calore di una
famiglia, si cresce alla luce della condivisione; il bambino gioisce
e noi, nel vederlo sorridere, non possiamo che crescere umanamente,
aprendo gli occhi verso chi è capace di tanto amore vero, pur
vivendo in una terra dove l'affetto, spesso, non si è potuto
coltivare. Proprio questo scambio non ha confini e merita di essere
vissuto senza calcoli e senza riserve"". Anche le spese di
viaggio sono a carico della famiglia: ""Se il Comune si facesse
carico almeno di rimborsare tali cifre, sarebbero più numerose le
famiglie in grado di vivere questa esperienza"". Il distacco, certo,
non è piacevole: Sasha, ieri, alle 17, è salito sull'aereo per fare
ritorno in Bielorussia: ""Non possiamo nascondere la tristezza che
si prova in questi momenti e in sua assenza, ma sarebbe disumano
preferire di non provare stati d'animo di questo tipo. Sappiamo,
infatti, che è più forte il sentimento di gioia per quanto si è
vissuto e per quanto ci proponiamo di costruire ancora insieme"".
Gianluigi Sulas

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