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 I ragazzi di
Chernobyl ospiti delle famiglie sarde
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La Sardegna, terapia contro
l'atomica Guamaggiore capitale del progetto-ospitalità dei
bimbi bieleorussi
Mario Girau
CAGLIARI. Guamaggiore, piccolo centro della Trexenta, si
è conquistato sul campo il titolo di capitale del
progetto-Chernobyl: dieci bambini ospitati l'estate scorsa, la più
alta percentuale sarda in rapporto al numero degli abitanti. Al
secondo posto, nella classifica della generosità, Villacidro con 40
ragazzini accolti da altrettante famiglie all'ombra del monte Linas.
Ma tutta l'isola è ben piazzata in questa ideale gara nazionale per
curare i bambini dagli effetti dell'esplosione, sedici anni fa, di
quel serbatoio di morte al rallentatore: «Non possiamo abbassare la
guardia, perché c'è in gioco la vita di migliaia di persone, in
particolare bambini, i più esposti ai danni provocati dalla più
grave catastrofe ambientale della storia dell'umanità» dice Giuseppe
Carboni, presidente dell'Associazione 'Cittadini del Mondo', dal
1997 impegnata in una operazione di solidarietà che in cinque anni
ha portato in provincia di Cagliari mille giovanissimi bielorussi.
Infatti, le patologie dovute al contatto con l'ambiente radioattivo
provocano tumori, leucemie, malattie ematiche, inoltre la forte
presenza del cesio nel sangue indebolisce le difese immunitarie. Uno
dei rimedi più efficaci è il mix di aria pulita e cibo, di sole e
mare, terapia portentosa che in soli trenta giorni riesce a
dimezzare la presenza del 'killer' delle cellule. Una lotta per
la vita che in provincia di Cagliari ha trovato nel corso degli anni
numerosi paladini, pronti ad ospitare per uno-due mesi i ragazzi di
una sfortunata ex repubblica sovietica. Per limitarci ai tempi più
recenti, il progetto Natale del 2000 ha visto 51 famiglie spalancare
le porte delle case ad altrettanti bambini. L'estate scorsa sono
state 220; «Nei prossimi mesi di luglio e agosto ci proponiamo di
far arrivare - aggiunge Giuseppe Carboni - almeno trecento
bielorussi. Questo significa reperire altrettanti volontari.
Purtroppo il tempo a disposizione non è molto. Gli adempimenti
burocratici nazionali e internazionali ci impongono di chiudere le
adesioni entro il 15 febbraio». L'obiettivo dell'associazione
'Cittadini del mondo' è ambizioso: confermare Cagliari e la Sardegna
capitale estive dell'ospitalità. Ma non solo. Intanto una rete di
solidarietà a distanza comincia a prendere forma. Il progetto 'Aiuta
un amico lontano' ha visto singoli benefattori e la federazione
nazionale e regionale dei pensionati Cisl inviare materiale
scolastico. Prossima operazione: la raccolta di materiale sanitario,
soprattutto garze e siringhe. Informazioni alle parrocchie
cagliaritane di San Massimiliano Kolbe e San Carlo Borromeo e
telefonando ai numeri 333-6811005; 333-6811007.

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